Wardrobe House di Šépka Architekti, a Praga la piccola casa prefabbricata che assomiglia a un armadio

Nel giardino di una villa dei primi del Novecento, nel quartiere Ořechovka di Praga, è stata costruita una casa di appena 34 metri quadrati di superficie utile, distribuiti su quattro livelli. Ha la forma di un armadio in legno appoggiato su gambe metalliche, grandi ante apribili e due camere indipendenti destinate ai figli adolescenti dei proprietari. Il progetto, denominato Wardrobe House, è stato realizzato dallo studio ceco Šépka Architekti e completato nel 2026.

L’edificio è entrato nella selezione delle cinque abitazioni più popolari di ottobre 2026 pubblicata dalla rivista internazionale Dezeen il 31 ottobre. A renderlo interessante è soprattutto la soluzione adottata per rispondere a un’esigenza familiare concreta: ricavare nuovi spazi abitativi senza modificare la villa esistente e senza occupare una porzione eccessiva del giardino.

La Wardrobe House di Šépka Architekti nasce da un progetto dell’architetto Jan Šépka, sviluppato tra il 2021 e il 2023 e realizzato nel periodo 2023-2026. La costruzione impiega elementi prefabbricati in acciaio e legno, prodotti in officina e successivamente assemblati sul posto con l’impiego di una gru. L’organizzazione degli ambienti sfrutta quasi esclusivamente lo sviluppo verticale, mentre l’arredamento integrato consente di utilizzare anche gli spazi più piccoli.

Una casa indipendente nel giardino della villa di famiglia

La richiesta iniziale dei committenti riguardava l’ampliamento della loro abitazione. La villa, situata in un quartiere residenziale storico della capitale ceca, non disponeva più di ambienti sufficienti per una famiglia con sei figli. La condivisione di una camera particolarmente piccola aveva reso necessario individuare una soluzione che garantisse maggiore autonomia ad almeno due ragazzi.

Un ampliamento tradizionale avrebbe però modificato sensibilmente l’edificio originale, che aveva conservato le caratteristiche architettoniche del primo Novecento. Jan Šépka ha quindi proposto di mantenere intatta la villa e realizzare un corpo separato nella parte posteriore del giardino.

La decisione ha determinato anche le dimensioni e la posizione della nuova costruzione. Il terreno era caratterizzato dalla presenza di alberi maturi che si intendeva conservare. Serviva dunque un edificio con un’impronta a terra ridotta, capace di inserirsi tra le piante senza compromettere le radici e senza diventare un elemento dominante rispetto alla residenza principale.

La Wardrobe House di Šépka Architekti presenta una pianta rettangolare di 5 metri per 2,5 metri, corrispondente a un ingombro di 12,5 metri quadrati. Questo dato non deve essere confuso con la superficie abitabile complessiva, che raggiunge i 34 metri quadrati grazie alla sovrapposizione dei livelli.

La soluzione scelta conserva una relazione diretta con la casa principale: i due giovani dispongono di camere e servizi propri, mentre la vicinanza alla villa permette di mantenere un collegamento quotidiano con il resto della famiglia.

La forma di un armadio diventa un progetto architettonico

L’aspetto della costruzione deriva da un riferimento preciso. Šépka ha immaginato un grande armadio in legno sostenuto da gambe, con una parte frontale che può aprirsi completamente. La somiglianza non si limita alle proporzioni esterne, ma coinvolge la scelta dei materiali, il sistema di chiusura e l’organizzazione degli arredi.

La casa appare come un volume alto e stretto, sollevato dal terreno attraverso una struttura metallica. Le facciate rivestite con pannelli di compensato accentuano l’identità di un oggetto ligneo di grandi dimensioni, mentre le aperture introducono un elemento di trasformazione.

Su uno dei fronti sono presenti ampie superfici vetrate protette da grandi ante pieghevoli. Quando queste sono aperte, gli ambienti ricevono luce naturale e si affacciano direttamente sugli alberi del giardino. Quando vengono chiuse, il volume assume un aspetto più compatto e gli spazi interni risultano maggiormente schermati dagli sguardi esterni.

Il sistema risponde a due esigenze differenti. Da una parte permette agli occupanti di mantenere un rapporto visivo con l’ambiente circostante; dall’altra offre la possibilità di regolare la privacy, particolarmente importante per due ragazzi che utilizzano la costruzione come spazio personale.

La scelta di grandi ante mobili introduce inoltre una componente funzionale nell’immagine architettonica. L’aspetto esterno cambia in relazione all’utilizzo delle stanze, senza richiedere ulteriori dispositivi decorativi.

Anche il posizionamento dell’edificio contribuisce a ridurne la presenza visiva rispetto alla villa. La struttura si sviluppa verso l’alto, tra gli alberi, anziché espandersi orizzontalmente nel giardino. Rimane comunque una costruzione riconoscibile per linguaggio contemporaneo e proporzioni insolite, senza tentare di riprodurre le forme della residenza storica.

Prefabbricazione in legno e acciaio: come è stata costruita

Uno degli aspetti tecnici più significativi della Wardrobe House di Šépka Architekti riguarda il metodo costruttivo. La casa è stata progettata come un insieme di componenti da produrre preventivamente in officina e assemblare sul terreno, secondo una logica simile a quella dei mobili forniti in kit.

La parte inferiore è costituita da elementi strutturali in acciaio, realizzati separatamente e collocati mediante gru. La struttura metallica sostiene i tre livelli superiori in legno e lascia libero il piano terreno, utilizzato come ingresso e area esterna coperta.

Per le fondazioni sono stati scelti micropali, con l’obiettivo di ridurre le interferenze con gli apparati radicali degli alberi presenti. Questa soluzione consente di concentrare i punti di sostegno evitando fondazioni superficiali continue sotto l’intera costruzione. La sua efficacia dipende comunque dal progetto esecutivo e dalle caratteristiche del terreno.

La parte superiore utilizza una struttura lignea prefabbricata. I singoli piani sono stati preparati in officina e successivamente sollevati e collocati nella posizione definitiva con una gru. La documentazione del progetto indica che il montaggio dei livelli lignei è avvenuto nell’arco di una giornata.

Il dato riguarda la fase di posa degli elementi prefabbricati e non l’intera durata del cantiere. La costruzione ha richiesto anche la realizzazione delle fondazioni, la preparazione dei componenti, i collegamenti e le lavorazioni necessarie a completare l’abitazione.

Questa distinzione è essenziale per valutare correttamente il sistema. La prefabbricazione permette di trasferire una parte consistente del lavoro in un ambiente produttivo controllato, ma richiede una progettazione accurata dei collegamenti, delle dimensioni dei moduli e delle operazioni di sollevamento.

In un giardino già occupato da alberi e vicino a una residenza esistente, ridurre le lavorazioni eseguite direttamente sul posto costituisce un vantaggio organizzativo. Occorre tuttavia considerare anche l’accessibilità del terreno per i mezzi di trasporto e sollevamento, la precisione degli elementi e la gestione delle connessioni tra le parti strutturali.

La Wardrobe House dimostra quindi come un sistema di componenti prefabbricati possa essere applicato a una costruzione residenziale di dimensioni molto contenute, senza ricorrere necessariamente alla forma convenzionale di una casa modulare sviluppata su un solo livello.

Tre livelli abitativi e due camere autonome in 34 metri quadrati

L’organizzazione degli spazi segue una distribuzione verticale rigorosa. Il livello a terra rimane aperto e ospita una zona riparata utilizzabile per sedersi all’esterno, oltre all’accesso alla costruzione. Una scala a chiocciola consente di raggiungere i piani superiori.

Al primo livello abitabile si trovano la cucina e la zona pranzo condivise. Si tratta dello spazio comune della casa, collocato tra l’ingresso e le camere dei due ragazzi.

Il piano successivo ospita la stanza di Ema, mentre quello più alto è destinato a Jan. Entrambe le camere dispongono di servizi igienici e doccia. È inoltre previsto un letto supplementare ribaltabile, che permette di ricavare un secondo posto per dormire quando necessario.

La distribuzione risponde alla necessità di garantire una certa indipendenza agli occupanti. Ciascun ragazzo dispone di uno spazio personale nel quale dormire, studiare e conservare i propri oggetti, senza condividere continuamente la medesima stanza.

La cucina rimane invece un ambiente comune. Non sono presenti due unità residenziali completamente autonome, ciascuna con una propria dotazione di spazi domestici, ma un’abitazione organizzata intorno a due camere indipendenti e a servizi condivisi.

Il progetto della Wardrobe House di Šépka Architekti rende particolarmente evidente il rapporto tra superficie disponibile e organizzazione interna. Una pianta di 12,5 metri quadrati impone infatti di controllare accuratamente l’ingombro degli arredi e la posizione dei passaggi.

Le camere non possono essere arredate secondo gli stessi criteri di ambienti più grandi. Letti, contenitori e superfici di appoggio devono trovare posto senza compromettere la possibilità di muoversi e utilizzare i servizi.

La soluzione consiste nell’integrare molti elementi di arredo direttamente nell’architettura, trasformando pareti e parti interne in superfici attrezzate.

Pareti in compensato e arredi integrati: lo spazio viene sfruttato fino in fondo

Il legno rappresenta il materiale dominante anche negli interni. I pannelli di compensato utilizzati per il rivestimento esterno trovano continuità nelle pareti interne, nei mobili fissi e nei contenitori.

La stessa finitura caratterizza diverse componenti dell’abitazione, dagli armadi agli elementi della cucina, fino ai rivestimenti delle zone doccia. La continuità del materiale rende leggibile l’organizzazione degli spazi e riduce la frammentazione visiva prodotta dall’accostamento di arredi differenti.

I sistemi di contenimento sono stati progettati come elementi di falegnameria integrati nella costruzione. In questo modo diventano parte dell’organizzazione degli ambienti e non richiedono l’inserimento successivo di mobili indipendenti.

Una caratteristica particolare riguarda la presenza di mensole e armadi aperti, privi di ante. Oggetti personali, libri e indumenti rimangono visibili e contribuiscono all’aspetto delle stanze.

È una scelta coerente con la concezione dell’edificio come grande mobile abitabile, ma comporta anche precise conseguenze pratiche. La disponibilità di contenitori aperti richiede una gestione ordinata degli oggetti e lascia meno possibilità di nascondere ciò che viene conservato.

La distribuzione degli arredi consente inoltre di mantenere libere le superfici necessarie al movimento. In una casa di dimensioni così ridotte, anche un mobile profondo pochi centimetri in più può interferire con l’apertura di una porta, il passaggio o l’utilizzo di un letto.

La scelta di progettare simultaneamente struttura, rivestimenti e arredamento permette di affrontare questi problemi prima della costruzione, anziché risolverli attraverso adattamenti successivi.

Costruzione a secco e abitare compatto, le possibilità e i limiti del progetto

La realizzazione della Wardrobe House di Šépka Architekti offre un esempio concreto di come prefabbricazione e abitare compatto possano essere affrontati attraverso una progettazione unitaria.

Il principio costruttivo adottato si basa su elementi metallici e lignei preparati in officina e montati sul posto. Questa impostazione è compatibile con le tecniche di costruzione a secco, nelle quali gran parte dell’assemblaggio avviene attraverso connessioni meccaniche e lavorazioni che non richiedono i tempi di maturazione tipici di molti sistemi tradizionali.

Non significa, tuttavia, che tutti i componenti della casa siano necessariamente privi di lavorazioni umide. Le informazioni pubblicate non descrivono in dettaglio ogni fase esecutiva, né consentono di ricostruire integralmente la stratigrafia delle pareti, dei solai e delle coperture.

Anche sul piano ambientale occorre distinguere le caratteristiche documentate dalle prestazioni che richiederebbero verifiche specifiche.

L’utilizzo del legno e la riduzione dell’ingombro sul terreno sono dati effettivi del progetto. Non sono invece sufficienti, da soli, per quantificare l’impronta di carbonio dell’edificio, i consumi energetici, il comportamento termico o il risparmio di risorse rispetto a una costruzione convenzionale.

Per formulare queste valutazioni servirebbero informazioni sulle caratteristiche dei materiali, sulle quantità impiegate, sull’isolamento, sugli impianti, sui trasporti e sul ciclo di vita complessivo della costruzione.

Lo stesso vale per i costi. La prefabbricazione può ridurre alcune lavorazioni di cantiere, ma nel caso di una costruzione personalizzata come Wardrobe House incidono anche la progettazione su misura, i componenti speciali e le operazioni di montaggio. Non sono disponibili elementi sufficienti per determinare un costo al metro quadrato o per confrontare economicamente questa soluzione con altre abitazioni prefabbricate.

La caratteristica più interessante rimane quindi l’integrazione tra scelte strutturali e necessità abitative. La superficie contenuta non deriva da un modello standardizzato da replicare indipendentemente dal luogo, ma dalle condizioni specifiche del giardino e dalle esigenze della famiglia.

Un’architettura contemporanea che lascia intatta la villa storica

Il rapporto con l’edificio esistente distingue Wardrobe House da molte piccole abitazioni indipendenti realizzate su terreni liberi.

La villa dei primi del Novecento conserva il proprio aspetto, mentre la nuova struttura occupa una posizione arretrata tra gli alberi. L’architettura contemporanea viene inserita nel lotto senza intervenire direttamente sul volume storico.

La scelta di sollevare i locali abitabili produce inoltre uno spazio esterno coperto, utilizzabile senza aumentare ulteriormente l’ingombro a terra. Il giardino continua a svolgere un ruolo importante nella vita quotidiana degli occupanti.

Le grandi superfici vetrate permettono di osservare gli alberi dalle camere, mentre le ante pieghevoli consentono di controllare quanto gli interni siano esposti verso l’esterno. Al piano superiore, la vicinanza alle chiome modifica sensibilmente la percezione dello spazio rispetto a una stanza tradizionale affacciata su un cortile.

Questa relazione con il giardino rappresenta anche una condizione specifica del progetto. Una casa con grandi aperture e camere sovrapposte potrebbe avere esigenze di privacy molto differenti se collocata tra edifici ravvicinati o direttamente sulla strada.

La Wardrobe House di Šépka Architekti è stata dunque calibrata sul contesto nel quale si trova, sfruttando la vegetazione, la distanza dalla villa e la possibilità di svilupparsi verticalmente.

L’intervento documenta anche una possibile risposta alla trasformazione delle necessità familiari. Invece di modificare profondamente la residenza originaria, i proprietari hanno scelto di aggiungere un edificio autonomo, destinato a una fase precisa della vita dei figli.

La distribuzione interna, con cucina comune e camere separate dotate di bagno, riflette questa esigenza. L’edificio offre un’indipendenza maggiore rispetto a due stanze nella villa, pur rimanendo fisicamente vicino alla famiglia.

Il progetto mantiene così una distinzione netta tra la casa storica e il nuovo volume in legno. A unirli è il giardino, che continua a ospitare gli alberi esistenti e diventa lo spazio di relazione tra le due costruzioni.

La progettazione di Šépka, sviluppata a partire dal 2021 e conclusa con la realizzazione nel 2026, ha trasformato una richiesta di ampliamento in una piccola abitazione indipendente. La sua particolarità non dipende esclusivamente dall’aspetto insolito di un armadio gigante: sta soprattutto nella corrispondenza tra le dimensioni ridotte, il sistema prefabbricato e l’utilizzo quotidiano degli ambienti da parte di Ema e Jan.