Google investe 15 miliardi di dollari in Malaysia: nuovi data center, occupazione ed energia pulita entro il 2028

Google ha annunciato il 4 novembre 2026 un piano di investimenti da 15 miliardi di dollari statunitensi in Malaysia, destinato all’espansione delle infrastrutture digitali, alla produzione di energia pulita e al rafforzamento delle risorse idriche. Il programma si svilupperà principalmente nel biennio 2027-2028 e comprende nuovi centri di elaborazione dati, iniziative per l’occupazione e progetti di formazione tecnologica.

L’annuncio è stato presentato alla presenza del primo ministro malese Anwar Ibrahim e rappresenta un ampliamento delle attività avviate da Google nel Paese. Il gruppo statunitense, controllato da Alphabet, opera in Malaysia dal 2011 e aveva già comunicato nel maggio 2024 un investimento da 2 miliardi di dollari per realizzare il suo primo data center nazionale e una regione Google Cloud.

I nuovi investimenti di Google in Malaysia riguardano un programma più esteso, nel quale la costruzione delle infrastrutture informatiche viene affiancata da interventi sulla rete elettrica, sulla disponibilità di acqua e sulle competenze professionali.

La cifra di 15 miliardi identifica un investimento programmato per il 2027 e il 2028, non una somma già spesa. Il comunicato del 4 novembre non contiene una ripartizione finanziaria completa tra le singole iniziative né un calendario dettagliato di completamento per ciascun impianto.

Nuovi data center negli Stati di Selangor e Negeri Sembilan

Il fulcro del progetto è l’ampliamento della capacità di elaborazione informatica disponibile in Malaysia. Google dispone già di un campus per data center a Elmina Business Park, nello Stato di Selangor, indicato come operativo nell’annuncio di novembre. Sono inoltre previsti nuovi complessi industriali nello stesso Stato e nel vicino Negeri Sembilan.

Una delle localizzazioni individuate è Springhill Industrial Park, nell’area di Port Dickson, dove sorgerà un ulteriore campus destinato a ospitare infrastrutture di calcolo.

Questi impianti serviranno a sostenere i servizi digitali utilizzati quotidianamente da cittadini e imprese, tra cui Google Search, Maps e Chrome, oltre alle applicazioni basate sull’intelligenza artificiale. La capacità informatica installata in Selangor contribuirà anche allo sviluppo della futura regione Google Cloud malese, destinata soprattutto ai clienti aziendali.

La presenza di infrastrutture cloud sul territorio nazionale può ridurre la distanza fisica tra i sistemi informatici e gli utilizzatori, migliorando i tempi di risposta delle applicazioni. Assume inoltre rilievo per le organizzazioni che devono rispettare particolari requisiti sulla localizzazione e sulla gestione dei dati.

Tra le realtà malesi che già utilizzano tecnologie Google Cloud compaiono AirAsia, Hong Leong Bank, Maxis, Gamuda e diverse istituzioni pubbliche.

Gli investimenti di Google in Malaysia rispondono quindi a una domanda di capacità computazionale che riguarda servizi internet tradizionali, applicazioni aziendali e sistemi di intelligenza artificiale. La disponibilità di nuovi data center costituisce però soltanto una parte del programma: per funzionare, questi complessi richiedono alimentazione elettrica continua, raffreddamento e collegamenti affidabili alle reti di comunicazione.

L’impatto economico previsto: 37.000 posti di lavoro all’anno durante i cantieri

Le previsioni economiche associate al piano indicano un contributo medio annuo di circa 1,1 miliardi di dollari al prodotto interno lordo malese durante la fase di costruzione del 2027-2028.

Nello stesso periodo, le attività collegate ai nuovi campus dovrebbero sostenere oltre 37.000 posti di lavoro locali per anno, con un reddito da lavoro complessivo stimato in 378 milioni di dollari annui.

La distinzione tra occupazione diretta e indotto è essenziale per interpretare correttamente queste cifre. Dei 37.000 posti di lavoro annui previsti, circa 6.000 sono attribuiti alle attività edilizie. Il resto comprende occupazione sostenuta lungo la filiera economica e nei servizi collegati.

Una volta entrate in funzione le nuove strutture, l’impatto occupazionale stimato cambia. Le proiezioni indicano oltre 9.000 posti di lavoro locali sostenuti annualmente, con retribuzioni medie superiori del 45% rispetto alla mediana nazionale.

Tra le professionalità coinvolte rientrano tecnici dei data center, ingegneri elettrici e meccanici, responsabili della logistica e della sicurezza degli impianti. Il calcolo considera anche i lavoratori delle aziende fornitrici e delle attività economiche che beneficiano della presenza delle strutture.

Non si tratta, pertanto, di 9.000 assunzioni dirette garantite da Google. Sono stime dell’occupazione complessivamente sostenuta dalle nuove infrastrutture durante il loro funzionamento.

La società collabora già con oltre 80 imprese e organizzazioni malesi impegnate nella costruzione, nella fornitura di componenti tecnologici, nei sistemi di raffreddamento e nei servizi operativi. A Elmina Business Park è presente un gruppo locale dedicato alla gestione dell’impianto, mentre sono in corso attività di reclutamento per ulteriori profili tecnici.

Energia elettrica: previsto oltre un gigawatt di nuova capacità pulita

L’approvvigionamento energetico costituisce uno dei capitoli economicamente più rilevanti dell’espansione.

Google ha previsto di contribuire allo sviluppo di oltre un gigawatt di nuova capacità di generazione da fonti energetiche pulite da collegare alla rete nazionale della Malaysia.

Il progetto coinvolge Tenaga Nasional Berhad, principale operatore elettrico del Paese, e si inserisce nei meccanismi malesi che consentono alle imprese di sostenere lo sviluppo di nuovi impianti di energia rinnovabile.

Sono già presenti collaborazioni con consorzi guidati da Shizen Energy-Solarvest e TotalEnergies. Attraverso accordi di acquisto dell’energia a lungo termine, questi progetti possono offrire ai produttori una maggiore prevedibilità dei ricavi, facilitando il finanziamento degli impianti.

Il nuovo obiettivo superiore a un gigawatt rimane tuttavia una capacità programmata, non una produzione elettrica già disponibile. Un gigawatt misura infatti la potenza installata, mentre l’energia effettivamente generata dipende dalla tecnologia impiegata e dalle condizioni operative.

Una parte del lavoro riguarderà la possibilità di disporre di energia a basse emissioni durante tutte le ore della giornata. La questione è particolarmente importante per i data center, che devono garantire continuità di servizio anche quando la produzione solare diminuisce o si interrompe.

Google ha inoltre previsto di sostenere integralmente i costi dell’elettricità consumata dai propri campus e quelli delle infrastrutture necessarie per il collegamento diretto alla rete, nel rispetto della normativa locale.

Nel 2027 dovrebbero partire ulteriori iniziative per migliorare la resilienza della rete e contenere le bollette delle famiglie negli Stati che ospitano i nuovi impianti. Il programma prosegue attività già sviluppate con SOLS Foundation per l’elettrificazione mediante sistemi solari di abitazioni appartenenti alle comunità indigene Orang Asli.

Il raffreddamento dei server e la gestione delle risorse idriche

La disponibilità di acqua rappresenta un’altra condizione determinante per la realizzazione dei nuovi data center.

I server utilizzati per l’elaborazione dei dati producono grandi quantità di calore. Nei complessi di maggiori dimensioni, la scelta del sistema di raffreddamento influenza direttamente il consumo elettrico e quello idrico.

Per le strutture previste in Selangor e Negeri Sembilan, le valutazioni ambientali commissionate da Google hanno individuato condizioni locali considerate compatibili con l’impiego del raffreddamento ad acqua, senza classificare i bacini interessati come esposti a un rischio elevato di scarsità o esaurimento.

Questa valutazione non elimina la necessità di monitorare i prelievi nel tempo, soprattutto in relazione alla crescita della domanda idrica e alle variazioni stagionali.

Il 2 novembre 2026, due giorni prima dell’annuncio complessivo, Google aveva comunicato un finanziamento di 160 milioni di dollari per nuove infrastrutture idriche condivise nel Negeri Sembilan.

Il progetto comprende un bacino di accumulo esterno al corso principale del fiume Linggi e un impianto di trattamento dell’acqua. La costruzione è stata affidata a Gamuda Berhad, in coordinamento con le autorità statali e con il gestore idrico Syarikat Air Negeri Sembilan.

Una volta operativo, l’impianto dovrebbe raggiungere una capacità di trattamento di 65 milioni di litri di acqua potabile al giorno, destinati sia alle esigenze della popolazione sia alle future attività del campus di Port Dickson.

La struttura è progettata anche per accumulare parte dell’acqua disponibile nei periodi di maggiore portata, migliorando la continuità dell’approvvigionamento nelle fasi meno piovose.

Agli investimenti infrastrutturali si aggiungono interventi ambientali sui bacini dei fiumi Sungai Buloh e Sungai Selangor, sviluppati con il Global Environment Centre. Sono previste zone umide artificiali, opere di protezione delle rive e attività di monitoraggio dell’inquinamento.

Un ulteriore progetto coinvolgerà quattro scuole dello Stato di Selangor, nelle quali verranno installati serbatoi da 20.000 litri, sistemi di raccolta dell’acqua piovana e rubinetti con chiusura automatica.

Gli interventi sono pensati per ridurre gli sprechi e fornire riserve utilizzabili durante eventuali interruzioni del servizio idrico. Secondo le caratteristiche progettuali indicate, ogni scuola potrà disporre di una capacità di emergenza sufficiente per un massimo di 2.000 persone per almeno due settimane.

Gli investimenti di Google in Malaysia includono dunque misure che riguardano direttamente infrastrutture pubbliche e territori circostanti. L’effettivo beneficio ambientale dipenderà dalla realizzazione delle opere e dai risultati delle successive verifiche.

Per la contabilizzazione dei volumi d’acqua reintegrati attraverso i progetti è prevista la metodologia Volumetric Water Benefit Accounting, con controlli affidati a idrologi indipendenti.

L’efficienza energetica dei data center nei climi tropicali

Un ulteriore elemento riguarda le caratteristiche tecniche dei nuovi impianti.

Google indica per i propri campus in climi tropicali un valore di Power Usage Effectiveness, o PUE, compreso tra 1,12 e 1,14. Il parametro esprime il rapporto tra l’energia totale consumata da un data center e quella utilizzata direttamente dalle apparecchiature informatiche.

Un valore prossimo a 1 segnala una minore incidenza dei consumi accessori, come raffreddamento, distribuzione elettrica e servizi di supporto.

Il riferimento riportato nel piano è una media di settore pari a 1,54. Il confronto evidenzia l’obiettivo di ridurre il consumo delle infrastrutture ausiliarie, particolarmente impegnative nei territori caratterizzati da temperature elevate.

La scelta del raffreddamento ad acqua può contribuire a diminuire la richiesta elettrica rispetto ad alcune soluzioni basate sull’aria, ma comporta anche la necessità di gestire attentamente la risorsa idrica.

I valori PUE annunciati rappresentano parametri di efficienza previsti per le strutture. Le prestazioni effettive dei nuovi siti potranno essere valutate attraverso le rilevazioni operative, che Google prevede di pubblicare trimestralmente quando ciascun impianto sarà pienamente funzionante.

Formazione tecnologica per 800.000 persone entro il 2031

Accanto agli investimenti materiali, il programma comprende quattro nuove iniziative di formazione destinate complessivamente a circa 800.000 cittadini malesi nel periodo 2027-2031.

Le attività coinvolgeranno insegnanti, studenti, microimprese, dipendenti pubblici e persone interessate a intraprendere una professione tecnica.

Experience AI Malaysia sarà sviluppato con il Ministero dell’Istruzione, Penang Science Cluster e Raspberry Pi Foundation. L’iniziativa mira a preparare gli insegnanti all’educazione sull’intelligenza artificiale per studenti di età compresa tra 11 e 14 anni, con particolare attenzione alla valutazione critica delle risposte prodotte dai sistemi automatici.

Jelajah AI MSME si concentrerà sulle microimprese, attraverso percorsi pratici per sviluppare la presenza digitale e utilizzare strumenti tecnologici nelle attività commerciali.

Il programma AKAD Rakyat interesserà invece amministrazioni e funzionari locali, con un primo coinvolgimento previsto di 19 consigli amministrativi negli Stati di Selangor e Negeri Sembilan.

La componente maggiormente collegata all’occupazione nei nuovi campus riguarda i Data Center Institutes, che Google intende istituire presso alcuni politecnici malesi.

A partire dal 2027, questi centri dovrebbero proporre percorsi formativi di dieci settimane, con esercitazioni su simulatori fisici di data center e preparazione alle attività di installazione, manutenzione e gestione delle infrastrutture.

L’obiettivo è costruire competenze tecniche locali, limitando la necessità di reperire all’estero personale specializzato per gli impianti.

La formazione professionale si estenderà anche al settore dell’energia rinnovabile attraverso la collaborazione con SOLS Foundation, che prevede laboratori scolastici e percorsi dedicati alle competenze richieste dalle nuove attività energetiche.

Dal primo investimento del 2024 al programma per il 2028

L’annuncio del novembre 2026 segna un cambiamento di scala rispetto alla precedente iniziativa comunicata da Google nel maggio 2024.

Allora il gruppo aveva destinato 2 miliardi di dollari allo sviluppo del primo data center nazionale e della futura regione Google Cloud. Nell’ottobre dello stesso anno era stato avviato il percorso di realizzazione delle infrastrutture a Elmina Business Park.

Il nuovo programma da 15 miliardi amplia la presenza industriale nei territori di Selangor e Negeri Sembilan e introduce obiettivi specifici in materia di produzione energetica, approvvigionamento idrico e formazione.

La Malaysia sta cercando di consolidare il proprio ruolo nell’economia digitale del Sud-est asiatico, attirando infrastrutture tecnologiche capaci di sostenere servizi cloud e applicazioni di intelligenza artificiale.

Per il governo di Kuala Lumpur, la dimensione finanziaria dell’operazione è strettamente collegata alla possibilità di rafforzare la filiera produttiva locale. Il ministro del Digitale Gobind Singh Deo ha richiamato, il 5 novembre, la necessità di tradurre gli investimenti internazionali in competenze nazionali, posti di lavoro qualificati e maggiore sicurezza delle risorse.

Gli investimenti di Google in Malaysia presentano un calendario articolato: il biennio 2027-2028 riguarda principalmente il programma finanziario e la fase di costruzione, mentre gli obiettivi di formazione si estendono fino al 2031. Le infrastrutture energetiche e idriche seguiranno tempi di realizzazione propri.

Al 6 novembre 2026, il campus di Elmina Business Park risulta operativo secondo la comunicazione ufficiale, mentre gli ulteriori complessi e gran parte degli interventi ambientali ed energetici appartengono ancora alla fase di sviluppo o programmazione.

Tra gli elementi da verificare nei prossimi anni vi saranno la quantità di nuova energia effettivamente immessa in rete, i consumi idrici misurati, il numero di lavoratori impiegati e la capacità delle imprese malesi di ottenere commesse durature.

Il primo appuntamento concreto è fissato al 2027, quando prenderanno avvio le attività previste per i nuovi campus e i programmi di formazione tecnica. Sarà anche il momento in cui le previsioni economiche e ambientali del piano cominceranno a confrontarsi con l’avanzamento effettivo delle opere.